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Vernasca Silver 2015: il racconto di Fabio Niero

Per tirar due soldi in tasca, siamo andati alla Vernasca, per lavoro e per coscienza, in provincia di Piacenza, senza fumi e senza boria, a confronto con la storia, con veicoli eccellenti, riveriti dai presenti, una sorta di parata, bella allegra e colorata, una festa del motore e per chi ne prova amore, un raduno d’eccellenza… potevamo farne senza????? Rimando… rimando agli altri il diritto di cronaca ed i sorrisi alla Mr. Bean. Vorrei solo sottolineare che anche quest’anno siamo scesi, o saliti a scelta dai, ad una manifestazione perfetta ed entusiasmante, dove si sono succedute vetture talmente importanti, da essere un vero e proprio museo semovente, per la gioia del foltissimo ed entusiastico pubblico. Eravamo a ranghi ridotti, vista la semplicità del lavoro e l’assenza di brama competitiva. Tuttavia il dinamico duo CC. (quelli del camera car) ci ha raggiunti, anche se all’indomani sarà a Monza alla Coppa Intereuropa, così come il foto man Karburo, il Doc Doria e anche il Biondo, all’ultimo minuto.

Ma il paddock è un parterre de roi e vale la candela del viaggio. Un saluto a Sandro Munari, mitico Drago, qui con la su asupervincente Stratos coni colori Alitalia, un bonjour a Henry Pescarolo, proprio lui quello della Matra a Le Mans,qui guarda caso con una orribile ma fantastica Matra, un complimento a Luigi Moreschi per la presenza e le auto portate, un saluto alla figlia dell’indimenticabile G.C. Regazzoni, il buon “Rega” che immancabilmente mi chiamava “Fabbio” con 2 b, chissà perché, la mitca Fulvietta HF numero 14, proprio lei, che ci aveva fatto palpitare quella lontana notte di gennaio, mentre transitava sul Turini, sul Col de la Couillole, Barcillonette, Saint Julien le Froid, Gap ecc. ecc. il Rally di Montecalo insomma, pezzi unici ed originali Abarth, 1000, 2000, 3000. e poi la bianca Porsche 908 guidata da Steve Mc Queen a le Mans…ragazzi c’erano oltre 200 macchine e tutte così… fate un po’ voi. La cosa che voglio rimarcare sono le girls che hanno conquistato in un attimo l’attenzione di tutti. Anche la mia, così le ho seguite un po’, per deliziare il mio senso estetico delle loro grazie. Prego. (dato che mi ringrazierete per la photogallery)

Dal canto mio, posso solo dire che dopo aver filmato nel modo più scomodo ed orribile le partenze, a causa dello straripare del pubblico veramente qui in stile massa beota, con un risultato per nulla soddisfacente e una collezione di dolori articolari decisamente inusitati, causati dalla posizione bastarda, mi sono perso la famiglia di Beppe, che lavorava al caso, perché trasferita a mia insaputa da un carburo sempre troppo gentile e premuroso.C’è sole, ma sono vicino alle fontanelle del cimitero, presso l’arrivo. Così resisto. Fine prima giornata. Ricerca affannata del dove e come e quando andare a dormire.

I risultati dei navigatori sono contrastanti, ma alla fine ci siamo. Siamo tutti in alberghi diversi, così siamo ben diversificati. Si torna a mangiare dove avevamo mangiato già male l’anno scorso e si vive la gioia della.. pizza.. collegialmente. Serata convivialmente serena. Addirittura, passeggio con Biondo che non ce l’ha con nessuno (succede ad ogni congiunzione astrale o giù di lì e Venere sta per “baciare” Giove…. Ma forse è un caso). La domenica mi vede lavorare vicino ad un cancello dove troneggia una scritta cubitale “attenti al cane”. Sul recinto e sull’inferriata ci sono vari “cane da guardia” “cane feroce” manca solo il fatidico “bestia crudele”. Sono lì che mi preparo, che mi sento osservato. Caron Dimonio… Cerbero il Gran vermo….il Mastino di Baskerville….. tutti i grandi cani feroco sono lì.. dietro a me….. in effetti ce n’è uno solo. E che bello. E che begli occhi. Lo chiamo, mi guarda un attimo e poi….. viene, si alza sulle zampe posteriori, si appoggia sul cancello, con la chiostra delle zanne ben esposta e si propone per… (terrore??? Nooo) coccole. Coccole coccole coccole. Naso-naso, dietro le orecchie, tra gli occhioni….. un tesoro. Si alza a uscire il più possibile e io (temerario eh) metto le mani dentro al cancello, oltre il “suo” limite di proprietà. Il guardiano feroce, ammicca e si concede e chiede ancora coccole.

Che simpatico. Al punto che spartisco con lui la mia merenda di pane e burro e prosciutto. Quando si affaccia alla porta la padrona di casa, mi guarda stupita. Come ho fatto a far amicizia col suo “mostro” che è una femmina? (peggio che mai). Ma la “bellissima” come la chiamo io non mi molla più e per tutta la durata della manifestazione, sarà a farmi compagnia. – Ma lei ha un cane’ se ne intende vero? - dice la padrona della mia nuova amica. – No signora, ho un gatto, scorbutico e psicopatico che si chiama Delirio, coi cani generalmente neanche ci parlo – e mi guarda stupita…. Ma è tempo di finire. Si sale all’arrivo per un po’ di foto e un po’ di socializzazione. Peppe lavora sodo. Allora andiamo a mangiare qualcosa. E il locale dove scendiamo e lo stesso dell’anno scorso. Non ci crederete… si ricordavano di me. Ed allora è d’uopo consumare la loro ottima ed introvabile birra ad accompagnare pizzette e bruschette, ottima al punto che ne compro un cartone per regalarlo a mia moglie. (fatto un figuroneeeeee). Non è neanche troppo tardi che si rientra. Oggi non sono neanche scorbutico, dai. Il vostro Cameraman Fabio Niero “Vernasca Silver Flag 2015″. 20 candeline per la celebre rievocazione storica della cronoscalata Castell'Arquato-Vernasca, una gara in salita che aveva il suo spazio dal 1953 al 1972.

Un “concorso dinamico di conservazione e restauro” per auto da sogno, riservato a vetture da competizione costruite dai primi anni del XX secolo fino al 1972. La manifestazione sportiva è curata dal Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca. Svolgendosi in concomitanza con l’Expo Milano 2015, la kermesse ha inteso rendere omaggio alla cultura motoristica made in Italy e, tra gli esempi più affascinanti troviamo modelli provenienti dalle collezioni storiche ufficiali. Modelli imperdibili quindi che il pubblico della “Vernasca Silver Flag 2015″ ha toccato con mano essendo in mostra sul paddock aperto a tutti, oltre ovviamente a poterle ammirare in azione per circa nove chilometri, tra salite e curve, fino a raggiungere Vernasca.



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