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Orvieto la Castellana: Massimo Vezzosi ci racconta

Un’automobile rossa, sportiva, sinuosa, rombante, una scia di odore di ricino dietro di lei: questi i più remoti ricordi della Castellana, la prima corsa cui ho assistito, bambino curioso e affascinato dalla velocità. Erano gli anni 60, pochissimi gli autodromi in Italia e le corse in salita attiravano tanti piloti e molto pubblico, che poteva cosi vedere e toccare auto affascinanti e sognate: erano anni di entusiasmo, di passione e al via c’erano sempre centinaia di automobili, spesso quelle di tutti i giorni, come nel 1966, quando si disputò la prima edizione della corsa in salita d’Orvieto. Quanti piloti hanno solcato il bellissimo tratto di strada che da Ciconia porta alla Colonnetta di Prodo, nelle trentotto edizioni disputate! E quanti bei nomi dell’automobilismo italiano, quante belle auto, quante belle e spesso divertenti storie legate a questa corsa!

La Castellana, fin da subito, entrò nelle grazie di chi ci correva, per la completezza del percorso, con le sue curve veloci, il gran rettilineo della partenza, l'impegnativa esse prima dell’arrivo, per la comoda e bella ubicazione, per l’accoglienza della gente del posto. Il trofeo d’Orvieto, ancora oggi, è una delle più belle corse d’Italia, dove tutti ci vengono volentieri, accolti con tanta passione dagli amici dell’Associazione della Castellana, che si prodigano all’inverosimile per questa manifestazione, più volte premiata per la cura organizzativa.

Ci ho corso tante volte su questa strada che mi ha regalato delle soddisfazioni, vivendo la gara con unentusiasmo particolare, generato sicuramente dal sentirla così familiare da considerarla di casa. L’emozione della partenza, che si rinnova ogni anno, si dissolve col semaforo verde, che accende l’inizio della competizione che si consuma in pochi minuti, di grande concentrazione. Il percorso, rispetto a qualche anno fa, ha subito alcune variazioni ed ora si parte più in avanti, appena dopo una leggera curva che, prima, si percorreva in piena velocità dopo il via. Se penso alla corsa, alla mia corsa e se chiudo gli occhi, riesco ad immaginarmi tutta la strada: si parte, un breve allungo e si viene salutati dal pubblico di San Giorgio per entrare in una serie di curve molto tecniche, da pennellare alla perfezione, che portano al primo tornante a sinistra, ampio e veloce. Ancora curve sino al misto, da percorrere con l’acceleratore a fondo, scaricando tutte le marce in modo da raggiungere la velocità più elevata prima della esse “dei capelloni”, difficile e ingannevole. Al muro della Capretta c’è tanta gente che applaude i piloti che hanno un attimo per respirare prima di tuffarsi nel punto chiave della corsa, il bivio di Osarella, sempre stracolmo di appassionati che qui possono vedere davvero l’impegno del mezzo meccanico e la bravura di chi lo conduce. Questo tratto di strada è molto difficile e, se ben interpretato, può fare quella differenza che fa guadagnare una manciata di tempo prezioso per ambire ad un buon risultato. Poi due tornanti, uno stretto a destra e uno largo a sinistra da percorrere velocemente, il tratto del bosco e l’arrivo che, per motivi di sicurezza, esclude la vecchia esse, che era l’ultima, grande difficoltà prima della bandiera a scacchi.

Da qualche anno le auto storiche da competizione sono le protagoniste ad Orvieto, impegnate in una delle prime prove del Campionato italiano di velocità in salita della specialità, campionato che si articola su dodici gare, con un fiore all’occhiello: la tappa orvietana. Le corse per queste auto d’annata iniziarono timidamente sul finire degli anni ’70, riportando in pista rombi e forme dimenticate, generando grande interesse e curiosità. Oggi sono molti i piloti che si sono appassionati a correre con queste auto dalla personalità così spiccata e affascinante e molti di loro saranno ad Orvieto, per il trofeo della Castellana, giunto alla trentanovesima edizione.

La nostra corsa ritorna anche quest'anno, più bella e attesa che mai, rinnovando una tradizione ormai antica, con gli amici dell’Associazione organizzatrice che sempre regalano qualcosa di nuovo e originale che rende davvero speciale questo evento.

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